4 Novembre

Quando frequentavo le scuole elementari il 4 novembre era un giorno di vacanza per ricordare i 9 milioni di morti in una guerra atroce combattuta in Europa tra il 1914 e il 18 con tattiche primitive come l’assalto alla baionetta. Attacca alla facciata della mia scuola c’era una lapide che ricordava i compaesani non più tornati al paese. Il 3 la maestra ci portava a commemorare quei caduti parlandoci del loro eroismo.

Nel 2000 ero in route con gli scout sulle Alpi Carniche e il luogo di partenza era fissato a Timau, ex zona doganale tra l’Italia e l’Austria. Là si trova anche un Museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale. Girando per le trincee, guardando le foto di soldati nella neve che portavano in cima al monte, aiutati dai muli, obici pesantissimi, e conscio della carneficina che si era consumata non potevo fare a meno di pensare alla fortuna che aveva avuto mio nonno. Nato nel 1900, chiamato alle armi nella primavera del 1918, dopo l’addestramento fu mandato a fare il corso da mitragliere, corso che non era finito prima che fosse firmato il cessare dei combattimenti.

Tra gli atti eroici di cui ci parlava la maestra c’era quello di Enrico Toti. Famosa è l’immagine che lo ritrae mentre lancia la stampella verso il nemico. Giovane dinamico e avventuroso, dopo aver perso una gamba per un incidente sul lavoro, si era arruolato come volontario civile e la sua intraprendenza l’aveva portato a prestare servizio in prima linea per poi ad essere adottato dal corpo dei Bersaglieri. Morì incitando i commilitoni e partecipando lui stesso ad un assalto alla trincea austriaca.

Enrico per il suo omonimo Giovanni, essendo un invalido civile, sarebbe annoverato tra la parte improduttiva del paese. Peccato che la Medaglia al Valor Militare, i monumenti eretti, le strade, le piazze e le scuole a lui intitolate raccontino tutta un’altra storia. Come un’altra storia raccontano le nonne e i nonni che giornalmente sono una fonte di sostegno essenziale nell’accudimento dei nipoti per poter permettere ai loro genitori di lavorare soprattutto se andremo di nuovo verso la chiusura delle scuole materne ed elementari.

Il Toti senza una gamba è molto più valoroso del Toti senza filtri e senza vergogna.

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