Tutti a scuola!

la prima elementare a.s. 1967/68

Non si va a scuola solo per imparare, ci si va anche per socializzare. Questo è uno dei benefici che la scuola pubblica ha procurato. L’altro è l’aver permesso anche al figlio del meno abbiente di usufruire delle stesse risorse del più ricco.

52 anni fa il primo giorno di scuola mi si aprì un mondo: a parte i miei fratelli e i miei cugini non avevo mai incontrato altri bambini. E in quell’aula eravamo tanti. 15! Era l’inizio di un rituale che si ripeterà all’inizio di ogni anno scolastico però con quel quid in più del ritrovare i compagni.

Ogni età ha le sue esigenze, ogni età porta l’essere umano a conquistarsi uno spazio nel mondo dei suoi pari. Per questo penso che la DaD e scuola siano un ossimoro perché anche i muri e i compagni sono fondamentali nell’andare a scuola.

Ci si sta barricando dietro la pandemia quando in realtà non si è fatto niente per per risolvere un problema che si è presentato a marzo e che doveva essere risolto ben prima del 15 settembre. Ora, dopo due mesi stiamo ancora brancolando nel buio.

E’ una questione politica! – si tuona da più parti. Certo che lo è perché è figlia dell’indecisionismo che attanaglia un Governo molto bravo a chiudere ma indeciso nel far ripartire. Un Governo ben aiutato da un’opposizione incapace di saper distinguere tra l’utilità di una scelta a favore dello Stato e di un 1% in più alle urne.

Un Governo dove non c’è solo un Ministro che sia stato Sindaco di una grande città. I Sindaci sono abituati a pensare rapidamente perché i cittadini li incontrano tutti i giorni per la strada.Prima di salire e quando scendono dallo scalone comunale.

Forse è per questo che uno dei pochi, a maggio, a dire a Conte, in una delle sue tante comunicazioni alle Camere, che era l’ora di pensare all’apertura delle scuole, sia stato l’ex Sindaco di Firenze, Renzi. E con lui si è espresso il mio Sindaco Michele, mentre il mio partito, il PD, solo ora prova a parlare di scuola.

La DaD è utile se è provvisoria: se viene usata tutto l’anno intristisce gli studenti. Lo vedo nella mia figlia più giovane che maggio voleva cancellarsi dall’Università per la disumanità dello stare tutto il giorno davanti ad un monitor interagendo poco con il docente e per niente con i compagni di corso.

La scuola è di tutti, la scuola è per tutti. Ma per esserlo le porte bisogna che siano aperte. Poi servono insegnati che amino il proprio lavoro e politiche che facciano eccellere il sistema scuola.

Sì, i banchi con le rotelle dell’Azzolina lo si sapeva anche prima che non sarebbero serviti solo a far spendere qualche centinaia di migliaia di euro inutilmente! Euro che si dovevano spendere nelle strutture e nei trasporti per far star in sicurezza gli studenti dentro e fuori le aule.

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