Conte, un uomo di sinistra

E’ finito il Governo di Conte, un uomo di sinistra, a sentire come il PD lo rimpiange.

Un paio d’ore fa ha salutato tutti auspicandosi che “si formi un Governo politico perché l’Italia in questo momento ha bisogno di politici non di tecnici”. Detto da lui con il coro dei suoi trecento esperti, è tutto un programma!

Per Zingaretti serviva Conte per un governo di legislatura, europeista, repubblicano. Una difesa strenua di un Primo Ministro come mai è stata riservata a nessun Primo Ministro di un Governo di centrosinistra, con la tessera o no del PD.

Una difesa strenue per un uomo che a quanto pare incarna tutti i valori della sinistra.

Ma quali siano i valori della sinistra oggi, guardando soprattutto i difensori della purezza giuro che a me, uomo nato da un centro che guarda a sinistra, sembrano al quanto nebulosi

Concita De Gregorio ha definito il suo discorso in Parlamento di Conte “in beige, che si adatta su tutto”, come in beige è stata la sua carriera di Primo Ministro.

Conte è stato sovranista con Salvini, europeista con il PD. Amico di Trump al punto di esultare per dazi che avrebbero inciso anche per la nostra economia, non si è complimentato con Biden per la vittoria ma con il popolo americano per la prova di democrazia.

In Parlamento, a differenza di quello che dice Zingaretti, Conte ha sempre e solo ascoltato i 5* e non è mai stato un punto di equilibrio per le forze del Governo. Non trovo tracce di quanto fatto su espressa richiesta del PD! E questo ha portato ad uno schiacciamento del PD sulle posizioni grilline. E’ per me inconcepibile che un partito che si definisce progressista e riformista vivacchi senza idee!

Cosa c’era di riformista nel rimandare continuamente la proposta sull’utilizzo del Recovery Fund e continuare con l’assistenzialismo connotato da bonus televisione, monopattino, computer e mille altri rivoli che hanno accontentato i pochi negozianti che in ogni caso sarebbero rimasti aperti penalizzando ancor di più chi non poteva ripartire?

Zingaretti dice che l’Italia ha bisogno di riforme strutturali a partire da quella quella elettorale. Quale riforma sarebbe partita con un Conte sotto il quale il Parlamento è un anno che non legifera perché tutto viene fatto a colpi di DPCM? E che si è avvalso di centinaia di esperti esterni che rispondevano solo a lui? Tutte procedure che sono poco compatibili con un ordinamento democratico e repubblicano.

Conte ha usato con criterio i DPCM e male le comunicazioni all’inizio della pandemia per poi continuare ad usarle entrambe malissimo dopo un anno. Con l’uscita di Conte se ne va pure il suo Portavoce che ha subito un grave danno non potendo pubblicare il suo bestseller “Il portavoce – la mia storia”.

Neanche i decreti Salvini sono stati totalmente cancellati al punto che teniamo lontano dal confine nella neve slovena i profughi afgani.

Quindi, quale prova di essere un uomo di sinistra talmente ben nascosta deve avere questo uomo per essere stato tanto difeso dal PD e da LEU?

Questa crisi ha sollevato il tappeto dove erano nascosta tutta la polvere creata dall’immobilismo di un Esecutivo povero dell’immaginazione necessaria per vedere un futuro senza bonus.

Smettiamo di rimpiangere Conte e ascoltiamo quale futuro vede Draghi!

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